Elena Faggi: essere umili ma mai modesti

Elena Faggi Open Stage

Elena Faggi: essere umili ma mai modesti

La giovanissima concorrente di Sanremo Giovani 2021 ci racconta la bellezza di sognare con i piedi per terra

Bentornati al nostro appuntamento dedicato ai giovani artisti italiani! In uno dei periodi più attivi e vivaci per lo scenario musicale italiano, abbiamo deciso di continuare a parlare con i veri protagonisti di quello che sta succedendo in questo momento a Sanremo. Elena Faggi è una giovane, anzi giovanissima, artista con tanta voglia di crescere nel suo percorso. Qualche giorno fa abbiamo parlato con lei direttamente di come vede il suo futuro e di cosa si aspetta da questa esperienza …. e ha già le idee molto chiare!

 

Ciao Elena! Grazie per averci dedicato un po’ del tuo tempo! Come ti stai vivendo questa esperienza di Sanremo? Cosa ti aspetti e cosa rappresenta per te?

Per me Sanremo rappresenta un sogno che si realizza, già quando ho iniziato il percorso di Area Sanremo speravo di arrivare ai primi due. Però esserci davvero è un’altra cosa, è una cosa straordinaria, quindi la sfrutterò al massimo. 

Mi aspetto una serie di momenti indimenticabili, poi io penserò a dare il massimo soprattutto sul palco perché ciò che dipende da me è quello, poi del resto si vedrà. 

 

Come mai hai deciso di portare a Sanremo proprio la tua prima canzone scritta in italiano “Che ne so”? Hai sentito il bisogno di segnare in qualche modo un cambiamento nel tuo percorso artistico?

“Che ne so” è stata la mia prima canzone in italiano che ho scritto, ho scritto sempre in inglese, mi veniva più semplice. Diciamo che il lockdown è stata una fonte di ispirazione. Avendo tanto tempo per pensare, ho avuto anche modo per capire come mi piace scrivere senza essere troppo banale, perché era quello alla fine il mio ostacolo iniziale che mi impediva di approcciarmi all’italiano. Poi dopo, tra le canzoni che ho scritto in italiano in quel periodo, ho pensato che “Che ne so” fosse la più adatta, quella che con la sua semplicità potesse arrivare meglio alle persone anche perché il messaggio che trasmette, secondo me, è ampiamente condivisibile.

 

Cosa e chi ti ispira nella tua musica? Hai un artista di riferimento?

Ogni volta che scrivo una canzone è un’esperienza diversa. Ci sono volte in cui parto da una frase che mi viene in mente, altre da un memo vocale di due mesi prima. Ovviamente prendo sempre ispirazione dalle mie esperienze personali, dai viaggi che mi faccio in testa o altre volte mi ispiro alla storia di un mio amico/a e la faccio mia in qualche modo. 

Per quanto riguarda le influenze musicali, dal punto di vista del genere sono molto influenzata dal pop R&B e in particolare da quello americano. C’è una cantante che si chiama H.E.R. che mi piace tantissimo e la ascolto molto nell’ultimo periodo. Penso che lei mi influenzi dal punto di vista del ritmo delle mie canzoni, del mood di quello che scrivo. 

 

A soli 19 anni hai accumulato già numerose esperienze. Cosa significa per te essere un’artista così giovane nel mondo della musica e dello spettacolo oggi? 

Sicuramente è una grande responsabilità perché ovviamente ho già fatto le mie esperienze ma non posso dire di avere tanti anni di esperienza nella musica e parto dal presupposto che non si smette mai di imparare. Essere arrivata qui non mi fa sicuramente dire sono una cantante affermata. Rimango sempre coi piedi per terra perché so che avrò sempre spunti che mi permetteranno di crescere. Quindi quello che voglio rappresentare io con la mia musica ad un’età cosi giovane è un esempio per i miei coetanei perché alla fine mi ritengo fortunata: arrivare a 19 anni a sapere già cosa voglio non penso sia poco e vorrei che ognuno avesse il coraggio di capire qual è la propria passione e cercare in qualche modo di farne un lavoro.

 

Che consiglio daresti ai giovani artisti come te che vogliono costruirsi una carriera in questo mondo? 

Il mondo della musica è in continua lotta perché non siamo abbastanza valorizzati. La musica viene troppo presa per scontata perché tutti ne abbiamo bisogno ma poi dopo non ci rendiamo conto che dobbiamo anche dei ringraziamenti a chi la fa. Quindi credo che tutte le persone che la vogliono fare nonostante le difficoltà, nonostante possa essere difficile all’inizio, devono farlo, sbattendo la testa mille volte. Fare musica è un lavoro. Anche a me è capitata questa grande occasione di Sanremo, però mi è capitata dopo diverso tempo in cui, nonostante i miei 19 anni, ci ho provato tanto. Tanti produttori ci hanno rifiutato, tanti ci hanno detto che il nostro percorso era troppo ambizioso, che il mondo della musica è difficile, ma queste sono tutte frasi che non devono fermare la passione di nessuno. Come mi ha detto Beppe Vessicchio “con il tempo ogni riconoscimento verrà, tutto quello che ti meriti arriverà.” 

 

Com’è nato il rapporto professionale con tuo fratello? E come pensi che si svilupperà nel futuro? 

Io e Francesco siamo sempre stati legati dal punto di vista musicale, lui è 3 anni più grande e io ho seguito le sue orme: lui ha iniziato a suonare il pianoforte, io il violino. Più che da questo, però il nostro percorso musicale è iniziato grazie al centro estivo di musical che abbiamo iniziato a frequentare quando avevamo 6 anni. È da lì che ho capito che mi piaceva proprio cantare, poi col tempo ho anche preso lezioni di canto e ho iniziato a scrivere, anche se la passione per la scrittura è nata dopo l’esperienza di Italia’s Got Talent. Ho partecipato con mio fratello nel 2017 e, più che a livello artistico e creativo nel senso lavorativo di magari un risultato dopo, è stato importante per me dal punto di vista interiore perché mi ha fatto capire che voglio fare questo nella vita. Dopo Italia’s Got Talent, quell’estate ho iniziato a scrivere, ho scritto la mia prima canzone e da lì ho continuato. Poi con Francesco abbiamo iniziato a fare anche gli arrangiamenti dietro le mie varie canzoni e alla fine è cosi che me lo immagino il nostro futuro. In realtà il nostro progetto è molto semplice: due progetti singoli, io che scrivo le mie canzoni, lui che scrive le sue, come se fossero due binari di un treno paralleli, che però ogni tanto si incontrano. Magari facciamo delle canzoni insieme e allo stesso tempo io sono legata a lui perché fa gli arrangiamenti dei miei brani, però ognuno scrive le sue canzoni, magari io scrivo cose che dette da lui non avrebbero lo stesso impatto. 

 

Tu hai scritto “Solo un brutto sogno”, canzone che riflette su questo periodo particolare. Cosa pensi della situazione attuale dei musicisti? 

È inevitabile dire che tutta questa situazione ha portato una crisi generale in tutto il mondo, però penso che la musica sia uno di quei settori che ne soffre di più perché già ne soffriva prima, figuriamoci ora. Ovviamente col mondo online in qualche modo si stanno cercando di sfruttare tutte le possibilità. Però come dico nella mia canzone, ogni tanto si spera sia tutto un brutto sogno. E secondo me da qui possono nascere nuove attività, nuove cose che ci possono permettere di raggiungere una sorta di rinascita, come il vostro progetto Open Stage. È sicuramente qualcosa che ci permetterà di risalire e trovare in questo periodo così cupo anche un modo per rinnovarci.

 

 

 

Ecco qui la canzone “Che ne so” che Elena ha portato a Sanremo: